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JOHANN JOSEPH FUX (Hirtenfeld [St Marein, Styria] 1660 - Vienna 1741)
“The Wise Alchemist”, an AUDIO OVERVIEW (american english) Warning!-) This speech has been automatically generated by Google's AI technology, trained on the italian text below.
L’anima segreta di Johann Joseph Fux
distanza di anni dalla nostra prima incursione nel mondo tastieristico di Johann Joseph Fux, torniamo con orgoglio a dedicare una pagina di saladelcembalo.org a questo gigante del barocco austriaco. È un ritorno che sa di riscoperta: sebbene Fux sia passato alla storia come il "padre del contrappunto" e l'autore del celebre Gradus ad Parnassum, le sue rare pagine destinate al cembalo ci svelano un volto molto più intimo, libero e vibrante di quanto la sua fama accademica lasci supporre.
Questa nuova antologia segna un’evoluzione significativa rispetto alla nostra precedente pagina del gennaio 2017. Se allora il Maestro Fernando De Luca aveva affidato la sua interpretazione alle sonorità profonde di un leggendario cembalo francese copia Blanchet (oggi in attesa di restauro), ora la prospettiva cambia radicalmente. Le composizioni rivivono sotto le dita di De Luca attraverso la voce argentea e storica di un Tibaut del 1691, offrendo una lettura integrale delle quattro Suite-Partite. Un’occasione preziosa per ascoltare finalmente il ciclo completo, reinterpretato con una consapevolezza stilistica nuova e una sensibilità timbrica che riporta l'ascoltatore direttamente nel tardo XVII secolo.
L’ascolto ci proietta in un crocevia di culture. In queste pagine, Fux si dimostra un sapiente alchimista: l’eleganza aristocratica dei movimenti di danza francesi si sposa con la severità della tradizione tedesca di ascendenza frobergeriana, il tutto irrorato da una cantabilità e un brio tipicamente italiani. È un equilibrio perfetto, che trova il suo culmine nel celebre Capriccio in sol minore — un'apertura magnetica che si dipana tra l'ampio respiro del preludio e il rigore della fuga — e nella monumentale Ciaccona in re maggiore. Quest’ultima, con le sue trentadue variazioni, rappresenta un tour de force di inventiva e retorica, un congedo solenne che chiude il cerchio di questa esperienza d’ascolto.
Per gli studiosi e gli appassionati più rigorosi, abbiamo mantenuto una precisione filologica anche nell'apparato documentale. Le opere sono presentate secondo una doppia catalogazione: quella storica di Erich Schenk (1947) e quella recentissima e monumentale del catalogo FuxWV curato da Thomas Hochradner (2016). È in questa nuova sistematizzazione, in particolare nella sezione FuxWV III:5, che la produzione strumentale fuxiana trova oggi la sua collocazione definitiva, permettendoci di mappare con chiarezza questo tesoro musicale ritrovato.