La Sala del Cembalo del

A Non-Profit Project devoted to the Baroque Age
Reviews, Articles, Historical Insights, Interviews and the greatest Harpsichord Musical Archive of the World!

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La Lunatique

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Vox Saeculorum

FERNANDO DE LUCA
harpsichord

GRANT COLBURN (b.1966)

Lesson II in d minor (2012)

(Ad libitum) [by F. De Luca]
  1. Allemand
  2. Allegro
  3. Tempo de Gavott
  4. Giga

FEDERICO MARIA SARDELLI (b.1963)

Suite pour le Clavecin in re mineur (2006)

  1. Allemande I Noblement
  2. Allemande II Très Vivement, et les demi-croches égales
  3. Courante à l'Italienne
    Légerement, et les demi-croches égales
  4. Gigue Gracieusement
  5. Chaconne en Rondeau Fierement

GIANLUCA BERSANETTI (b.1964)

Sonata X in la maggiore
Sonata XI in mi minore

FERNANDO DE LUCA (b.1961)

dalle 12 SONATE A CEMBALO SOLO (1996/97)
Sonata XI in la maggiore Il Candide di Voltaire

  1. Allegro
  2. Andante
  3. Giga Presto

dalle 12 SONATE A CEMBALO SOLO (1996/97)
Sonata XII in mi maggiore Il nipote di Rameau di Diderot

  1. Larghetto - Allegro Vivace
  2. Adagio
  3. Arietta
  4. Corrente
  5. Menuett I-II
  6. Giga

Sonata VI in sol min. per flauto o oboe e bc
al flauto: ROMEO CIUFFA

  1. Andante
  2. Allegro
  3. Adagio
  4. Chaconne

FEDERICO MARIA SARDELLI (b.1963)

La Lunatique
L'Entonnement

Torniamo, dopo lungo tempo, ad occuparci dei compositori di Vox Saeculorum, l'ormai ben nota organizzazione sorta su Internet che, anno dopo anno, ha raccolto l'adesione di un certo numero di musicisti professionisti da tutto il mondo, Italia inclusa, interessati a coltivare, per loro formazione, l'arte della composizione musicale negli stili del passato, in particolare quelli in voga tra Sei e Settecento.

Vox Saeculorum, fondata all'inizio del 2006 dal compositore Grant Colburn, assieme con Mark Moya, Giorgio Pacchioni, Michael Starke e Roman Turovsky, si è estesa negli anni successivi ad includere musicisti come Hendrik Bouman, cembalista dal 1976 al 1983 dello storico gruppo Musica Antiqua Köln, lo svedese Miguel Robaina, fondatore dei gruppi Baroque Compagniet e Les Musiciens l'îlot Royal; ed ancora, a partire dal 2007, si è aggiunto il romano Fernando De Luca, cembalista dell'Accademia Barocca di Santa Cecilia e fondatore di saladelcembalo.org, ultimamente ha eseguito in ensemble varie sue composizioni a Venezia, Parigi e nel Regno Unito. Poi, il grande livornese, direttore, compositore e flautista Federico Maria Sardelli, che non ha certo bisogno di presentazioni, è anch'egli entrato nel gruppo e di lui ascolteremo, per la prima volta nella Sala del Cembalo, alcune splendide composizioni, alle quali aggiungeremo quelle di un'altra nostra vecchia e graditissima conoscenza italiana, Gianluca Bersanetti, membro Vox dal 2008, oggi residente negli Stati Uniti d'America.

Consigliamo vivamente la lettura dell'articolo di Grant Colburn, A New Baroque Revival: Breaking through the Final Taboo, pubblicato su "Early Music America" (Summer 2007), per una suggestiva trattazione dell'argomento centrale, ossia la composizione in stile barocco da parte dei musicisti odierni, le loro motivazioni, i problemi legati all'accettazione o meno da parte del pubblico e delle istituzioni musicali (problemi particolarmente presenti in Italia, ndr) ed infine le loro aspirazioni. Oltre alla musica, noi qui ci limiteremo a presentare una selezione di citazioni da alcuni dei membri di Vox Saeculorum, nella speranza di fornire un quadro il più possibile completo e vivido del loro pensiero.

NOTE SUI BRANI QUI REGISTRATI

Premetto che, per la prima volta, disponiamo di registrazioni in digital-stereo anche per i brani di Vox Saeculorum (poiché i precedenti, già pubblicati, erano tutti registrati prima del 2009). La pagina si apre dunque con una Lesson in re minore di Colburn, tratta dal suo più recente libro di Suites (2012) in stile post-restaurazione, alla maniera dei maestri inglesi della prima metà del Settecento, come Maurice Greene e Thomas Arne. Questo è infatti il repertorio che sta più a cuore, da sempre, al nostro Grant, caratteristica che ritroviamo in molti altri dei membri di Vox Saeculorum, pensiamo ad esempio alla "fissazione" per le atmosfere vivaldiane di De Luca, per la sonata scarlattiana di Bersanetti o il gusto per il contrappunto canonico di Pacchioni. La suite di Colburn viene qui preceduta da un breve preludio improvvisato dal cembalista Fernando De Luca che, come sempre, esegue tutti gli altri brani.

I pezzi che seguono, del Sardelli, sono in puro stile francese, sembra proprio di rilevare un chiaro riferimento a Rameau e soprattutto a Royer! Grande l'attenzione alla corrispondenza stilistica assegnata ai singoli movimenti della Suite in re minore, notare in particolare la Gigue alla francese da eseguirsi a tempo non veloce. Notevole la drammaticissima Chaconne e poi i due brani sciolti La Lunatique (il cui titolo lo abbiamo scelto per l'intera pagina, ndr) e L'Entonnement ricchi di splendide dissonanze, che abbiamo posto a chiusura della pagina intera.

Poi abbiamo due belle sonate del Bersanetti, la Sonata X in la maggiore e la Sonata XI in mi minore, dove è ben evidente il modello di Domenico Scarlatti, che come accennavo è particolarmente caro al nostro compositore. Notare, nella sonata XI, la presenza di numerose acciaccature verso la fine della prima e della seconda sezione, che contribuiscono a dare un carattere di sublime precarietà all'intero brano in mi minore, tonalità già di per sé votata ad esprimere l'affetto della "tenerezza mista a speranza e tristezza", per rifarci alle storiche definizioni di Mattheson e Rameau.

Delle 12 Sonate a Cembalo solo di De Luca, composte nel 1996/97, erano già note le prime dieci, ed in questi anni ci avete scritto a più riprese sollecitando il completamento della serie. Ebbene, finalmente il cembalista-compositore le ha registrate per noi e qui le presentiamo (le uniche due in digital-stereo tra tutte e dodici, ndr). Come spesso ci ha abituato il musicista romano, le sue composizioni presentano una scrittura quasi orchestrale e prendono ispirazione da opere letterarie del passato, la Sonata XI in la maggiore, detta il Candide di Voltaire e la Sonata XII in mi maggiore, denominata Il nipote di Rameau di Diderot. In questo caso, la Sonata XI, modellata sullo stile vivaldiano, presenta un gigantesco Allegro introduttivo, dalla forza trascinante senza precedenti, e direi, dagli spunti melodici attualissimi, mentre nella Sonata XII, lo stile appare più composito e vario. In chiusura per i brani di De Luca, abbiamo aggiunto una Sonata in sol minore per flauto dolce e basso continuo, in quattro movimenti, composta recentemente ed eseguita a Venezia col flautista Romeo Ciuffa, fondatore dell'ensemble Cappella Musicale Enrico Stuart.

Zadok, 5 agosto 2013

LA VISIONE DI FERNANDO DE LUCA
(estratto da un'intervista in via di pubblicazione)

Secondo me per suonare bene la musica bisogna saperla scrivere. E' come per un attore di teatro, saper recitare significa essere in grado di produrre testi con un linguaggio ben preciso. D'altra parte, le figure del compositore e dell’esecutore si sono scisse dopo la metà dell'Ottocento, da Liszt e Tausig in poi, la figura di chi compone musica prende una direzione, chi esegue ne prende un’altra, ma fino a quel momento l’esecutore e il compositore erano una sola persona, essenzialmente Bach suonava Bach, Handel suonava Handel, non c’era il concetto di 'io suono musica di un altro', con le dovute eccezioni naturalmente.

Purtroppo, il conservatorio moderno, quello che conosciamo a tutt'oggi, nasce da Cherubini in poi. Si è formato uno strato, per così dire, di elemento scolastico eccessivamente rigido e riduttivo, che alla fine ha portato ad un impoverimento della capacità tecnica ed inventiva degli studenti: nei corsi di composizione dove si fanno i cosiddetti 'esercizi di stile' in realtà si cerca di far apprendere molti stilemi, molti linguaggi, ma alla fine non si apprende un bel nulla e ne escono composizioni davvero orribili! Ecco, una cosa che manca è saper improvvisare, elemento fondamentale, la musica si basa sull’improvvisazione, il 90% delle composizioni sono improvvisazioni, come avviene nel Jazz. Non c’è nulla di scritto, c’è un canovaccio, una struttura ritmica e armonica, dopodiché è l’esecutore che deve mettere il suo 'imprinting' personale.

E così quando si suona la musica barocca, dietro la partitura c'è un qualcosa di non scritto, ma c’è e va riconosciuto: ciò ti obbliga ad andare oltre la musica, servono la semantica, la religione, la storia, la filosofia, l’estetica, tutti elementi che un esecutore dovrebbe conoscere per potere affrontare ogni singolo brano. Suonare un "prelude non mesuré" di Louis Couperin o di D'Anglebert senza capire il pensiero di un Corneille o un Racine non ha senso; e così conoscere la pittura di quell’epoca, Poussin, Lorrain, non puoi assolutamente non avere una visione del colore, della forma e dell’estetica di quel tipo di musica.

Quotes from G. Colburn, A New Baroque Revival: Breaking through the Final Taboo, published on "Early Music America" (Summer 2007)

“With the advent of the Internet, I found a small though growing number of people like myself who were creating new works emulating the masters of the 16th, 17th, and 18th centuries. I also found out firsthand that there is an almost vitriolic disdain from some in the music world regarding a composer wishing to write music in a historical style.” (Grant Colburn, Vox Saeculorum Founder)

“It was completely natural for musicians of the 17th and 18th centuries to compose, to improvise and create variations ad infinitum, as well as to perform. Would you not agree, therefore, that we may also honor the heritage of the great masters – its inherent sublimity, the semantics of its symbolism, the clarity of its sonorities, the wealth of its spontaneous ornamentation, the swaying rhythms of its dances, and the evocative gestures of its pantomimes – by composing anew in the idioms they held dear? To embrace again this wonderful integrality, which in our time is still current in most musical genres the world over, represents for me a logical and necessary evolution in the authenticity movement in early music, to which I have contributed throughout my career as soloist, accompanist, conductor, educator, and, for over a decade, as improviser and composer of Baroque and Classical music.” (Hendrik Bouman, Vox Saeculorum Member)

“Vox Saeculorum offers composers of the contemporary Baroque Revival a forum to showcase their work and offer criticism to other like-minded artists. It is intended as a guild to maintain the integrity of a unique, living tradition and to ensure its development and sustenance. Our members share a common passion for writing music according to the aesthetic precepts of the Baroque era. As an organizational entity, Vox Saeculorum maintains its neutrality in the ongoing conflicts between the various currents of contemporary Western art music and does not assert the superiority of one type of music over another. There is plenty of room in the air for musical variety, and it is hoped that, through the establishment of this society, the Baroque Revival takes its rightful place as a legitimate artistic movement.” (Mark Moya, Vox Saeculorum Founder)

“It’s my musical language. I love it, and it’s so much more fun to write my own music than play someone else’s! I’m writing because I feel good when creating something that I’m satisfied with. And of course it’s even better when audiences like my works, which they do, really.” (Miguel Robaina, Vox Saeculorum Member)

“... detractors zeroed in on my alleged immorality, ignoring quality altogether. But after many flame-wars (some accusers were oblivious of the quotations from Beethoven, Reger, or Giazzotto that I’d used...), I’ve earned some great friends for whom music’s quality is paramount to its pedigree. Not least of these is Luca Pianca (the founder of Il Giardino Armonico), who generously included a few of my pieces in his concerts. The most realistic summary, though, was voiced by a famous lutenist friend who was in on the entire affair. Initially apprehensive, he warmed up to my efforts, saying that while I was certainly no J.S. Bach, I had managed to produce some ‘firstrate second-rate music!’” (Roman Turovsky, Vox Saeculorum Founder)

“I look at it as writing a piece of music that has not yet been composed by our colleagues of the 17th or 18th century. Therefore I mostly compose music that has simply been ‘forgotten’ by the masters of the past.” (Matthias Maute, Vox Saeculorum Member)

Issue 2013-09

Recorded in Rome:
G. Colburn (2012 Sep 14)
F. M. Sardelli (2012 May 19, 2012 Oct 16-17)
F. De Luca: Sonate XI, XII (2012 May 18-20)

Recorded in Venice
G. Bersanetti (2013 June 2)
F. De Luca: Flute Sonata (2012 Nov 4)

French and German harpsichords
Pitch A=415Hz

handelvauxhall1falernoducandevater1738

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