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COSTUME E MUSICA NELLE CORTI
DELL'ETÀ RINASCIMENTALE E BAROCCA

Dott.ssa prof.ssa ISABELLA CHIAPPARA SORIA

Luigi XIV e Versailles
(1661-1715)

fig.1 - Atelier de Lefèbvre - Louise-Françoise de la Baume Le Blanc, duchesse de la Vallière et de Vaujours - Château de Versailles

Musica a Versailles - Le grandi feste nei giardini (1664 - 1674)

Les Plaisirs de l'Ile Enchantée Maggio 1664

Versailles nasce per la Festa. E festa in Francia si declina negli anni '60 del '600 ancora in ballet de cour, tornei, carrousel e comédie-ballet.

Luigi XIV aveva sognato Versailles come un luogo fatato di intrattenimenti incantati, lo aveva progettato insieme a Le Nôtre per divenire il luogo deputato dei suoi amori, la sua Carte de Tendre personale, dove dispiegare le sue passioni: musica, danza, teatro e... gioco erotico e dei sensi. Nel 1660 Luigi si era sposato, ma aveva dal 1661 una maitresse en titre, che lo amava teneramente e che passionalmente lui riamava. Solo per Mademoiselle de La Valliere si organizzarono le grandi feste che sono passate alla storia con il nome de Les Plaisirs de l'Ile Enchantée del maggio del 1664, anche se formalmente furono dedicate alle due regine spagnole, la madre Anna D'Austria e la consorte Maria Teresa D'Austria. (fig.1)

Louise-Françoise de la Baume Le Blanc, duchesse de La Valliere aveva incantato il re con la sua grazia delicata e ritrosa, il suo fascino sottile di timida ed innocente diciassettenne, che gli aveva donato il fiore della sua verginità. Lei è l'ispiratrice di quei tre giorni di divertimento e feste continui, che dal 7 maggio si svolsero nei giardini ancora incompiuti, ma già con quell'allure magica che avrebbero mantenuto negli anni a venire. E la magia era il tema centrale della Festa, con il sogno cavalleresco e romantico del fatato palazzo d'Alcina che si materializzava fra le alées, i parterres e i bosquets. (fig.2-3)

Luigi si presentava come novello Ruggiero agli occhi dei 600 invitati già nella parata iniziale contornato da suoi cavalieri, Orlando, Rinaldo ed Astolfo, lasciando alla compagnia dei commedianti di Moliere il compito di rappresentare i personaggi mitici. Apollo sul suo carro attorniato dalle età dell'Umanità, le dodici ore e i dodici segni zodiacali: il Tempo e gli dei intervenivano a celebrare, come nella tradizione della festa rinascimentale le roi-machine che incardinava su di se le direttrici e le pulsioni dinamiche che promanando dalla sua persona si irraggiavano a tutta la corte. Les Plaisirs de l'Ile Enchantée portarono ad un punto di svolta le complesse simbologie che avevano caratterizzato i ballets de cour precedenti. In effetti è cambiato l'atteggiamento del sovrano, il suo porsi nei confronti dei sudditi, dell'aristocrazia in particolare che sta irretendo, che sta trasformando da attiva a passiva compartecipe della sua grandezza. Lui stesso è una figura ambivalente, da una parte si appropria della magia erotica di Alcina, partecipa in pieno al processo di seduzione, è il mago, il re-demiurgo che trasforma un sito anonimo ed inospitale in un luogo di delizie ed incantamenti, che dispensa piaceri e bellezza. Il re è doppiamente protagonista: partecipa allo spettacolo ed insieme ne è spettatore. Nello stesso tempo, con la distruzione finale dell'isola di Alcina e con i fuochi d'artificio di artificiosa belluria, incarna la forza propulsiva e creatrice che spezza l'illusione del piacere, da lui stesso esaltato fino all'apoteosi, e porta alla riconquista dell'ordine e del ritorno al dovere. Louis Marin ha definito la festa reale un "fantasma del potere assoluto" perchè è diventata un rito attraverso il quale il re "conferma ed intensifica il suo potere sull'affettività dei suoi suddidi" (Giovanni Carreri - La fabbrica degli affetti, pp.195-197). In questo, la scelta per Les Plaisirs de l'Ile Enchantée del tema ariostesco della maga Alcina e del suo palazzo fatato in cui tiene prigionieri con la sua malia incantatrice i cavalieri cristiani, è il segno subliminale della volontà di Luigi XIV di tenere incatenati i suoi cortigiani al piacere che solo lui è in grado di dispensare e che, nella crezione di un Luogo deputato alla dissennatezza suadente ed ammagliatrice, scioglie le trame di possibili ribellioni ed opposizioni alla sua persona e al suo dominio.

Durante i tre giorni della Festa la musica fu il motore trainante, la forza motrice della massima espressione della Bellezza e della sua seducente attrazione.

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fig.4 - Les Plaisirs de l'Ile enchantée, 1664 - Premiere Journée
dans Israel Silvestre Bibliothèque municipale de Versailles

La Festa vide un primo intervento musicale già nella prima notte, quando nel giardino illuminato a giorno Lully "l'Orphée de nos jours ... a la tète d'una grande troupe de concertants" (Marigny), venti dei vingt-quatre violons più quattordici della Petit Bande eseguì una Ouverture in due tempi che introdusse a un Balletto delle Stagioni, con le entrée dei Segni dello Zodiaco e delle Ore. (fig.4) Seguì una Marche des hautbois pour le dieu Pan et sa suite, in cui flauti, musettes, hautbois e violons suonarono una "agréable harmonie" che annunciava il sontuoso festino, con i cavalieri ancora vestiti negli smaglianti costumi con i quali avevano partecipato al torneo a' la barre vinto dal fratello di Mlle de La Valliere, mentre trentasei violini insieme con i flauti suonavano un Rondeau pour les Flutes et les Violon allant à la table du roi.

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fig.5 - Les Plaisirs de l'ile enchantée, 1664 - Seconde Journée - La Princesse d'Elide
dans Israel Silvestre Bibliothèque municipale de Versailles

Nella seconda serata, dopo un'altra course de bague i cavalieri e le dame assistettero alla Princesse d'Elide di Lully e Moliere. (fig.5) Questa è la terza comédie-ballet dei due geniali Jean-Baptiste: tratta da un soggetto spagnolo, è una commedia galante in cinque atti ai quali sono intercalati sei intermezzi cantati e ballati, in cui il melange dei generi si dispiega con brillantezza, incatenando senza rottura episodi recitati e cantati. Le Recit de l'Aurore sembra scritto per incantare Mlle La Valliere:

Quand l'amour à vos yeaux offre un choix agréable,
Jeaune beautés, lassez-vous enflammer...
Dans le temps où l'on est belle,
Rien n'est si beau que d'aimer

Anche in questo caso le macchine di Carlo Vigarani, l'artefice della Meraviglia della Festa, erano fra i protagonisti degli intermedi, tutti incentrati sul tema arcadico, che videro entrée di pastori, bergers e satiri, che cantavano e danzavano come nel Choer de pastours et de bergers qui dansent. Nell'ultimo intermedio apparve un grande albero che portava sedici fauni che suonavano oboi e violini, mentre altri trenta violinisti con sei musicisti per il basso continuo rispondevano dall'orchestra. Naturalmente il culmine degli artifici si raggiunse nella terza giornata, quella dedicata al Ballet du Palais d'Alcine. Al centro del Grand Rondeau, trasformato in lago, furono costruite tre isole su una grande roccia, la centrale riempita di animali di ogni sorta, mentre sulle isole più piccole furono posti un grandissimo numero di musicisti, violini su quella a destra su tre tribune, trombe e timbali a sinistra. Alcina apparve da dietro la roccia portata da un enorme mostro marino, accompagnata da due ninfe su balene e si avvicinò al palazzo, che si aprì mostrando quattro giganti e quattro nani. (fig.6)

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fig.6 - Les Plaisirs de l'ile enchantée, 1664 - Troiseme Journée - Il Palazzo d'Alcina
dans Israel Silvestre Bibliothèque municipale de Versailles

I balletti si susseguirono ricchi di artifici e meraviglie fino alla sesta entrée quando Ruggero aiutato dalla maga Melissa, nei panni del vegliardo Atlas, con la sua bacchetta magica distrusse l'incantesimo

Un coup de tonnerre, suivi de plusiers éclairs, marque la destruction du palais, qui est aussitot réduit en cendres par un feu d'artifice

(Moliere) (fig. 7)

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fig.7 - Les Plaisirs de l'ile enchantée, 1664 - Troiseme Journée - Distruzione del Palazzo di Alcina
dans Israel Silvestre Bibliothèque municipale de Versailles

E' stato giustamente affermato che questi tre giorni di Festa rappresentarono la prima reale prova di forza dell'assolutismo di Luigi XIV, e la dimostrazione che Versailles era la vera Isola Incantata che tutti faceva soggiacere alla sua malia. In più Les Plaisirs de Ile Enchantée dimostrarono anche, come il re e i suoi cortigiani ormai formassero una sorta di corpo collettivo, che si muoveva sul palcoscenico della corte per rappresentare agli occhi del mondo l'assoluta supremazia delle Francia e del suo sovrano.

Le Grand Divertissement Royal de Versailles Luglio 1668 - La comédie ballet

Per celebrare la Pace di Aix-la-Chapelle del 2 maggio 1668 a Versailles si tenne una nuova Festa. Essa non festeggiava solo il trionfo militare sugli olandesi ma anche quello della nuova favorita sul cuore del re. Madame de Montespan regnava ormai incontrastata, la piccola Vallière sconfitta e ritirata in convento. La frivola, brillante, spregiudicata dama è colei che il re desidera ostentare al suo fianco, non la ben scialba e mediocre consorte spagnola, ne la violetta ritrosa a cui fu paragonata la Vallière, bensì una donna nel pieno di una matura e fulgente bellezza e di un esprit che non aveva eguali in tutta la corte.

Ormai non c'era più bisogno di porre sotto il segno della favola i divertissements reali, era la stessa Versailles, con i suoi giardini e la magia dei suoi incanti ad attrarre e a farsi portatrice di Meraviglia. Questa volta il re volle la festa aperta: più di tremila persone parteciparono ai tanti divertissements che si svolsero durante una notte estiva dal tramonto al levare del sole. Essi iniziarono con una collation che si svolse nel bosquet dell'Etoile, seguì la rappresentazione della comédie-ballet di Lully-Moliere George Dandin, per la quale Carlo Vigarani costruì un teatro, là dove sorgerà il bassin de Saturne. La scena raffigurava un giardino fantastico e più di 200 persone furono messe a sedere in sedili disposti ad anfiteatro, e ai quali fu distribuito un libretto con il soggetto della commedia. (fig.8) Anche in questo caso lo scrittore e il musicista unirono genialmente le loro forze per la costruzione di un nuovo soggetto teatrale che funzionava proprio per la coesione fra le diverse parti e il loro concatenarsi. Lully sempre più prodigo di sonorità corpose e ricche di nuance cromatiche diede vita ad una delle sue prime pagine liriche di grandissimo impatto emotivo La Plainte en musique de Cloris, nella quale partendo dalla air de cour alla francese, la arricchisce di elementi espressivi di provenienza italiana, amplificandone la forma e le possibilità ed indirizzandosi sempre più verso quella che sarà l'aria della sua tragédie en musique.

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fig.8 - Le Grand Divertissement Royal de Versailles, 1668 - Ballo
fig.9 - Le Grand Divertissement Royal de Versailles, 1668 - Fuochi d'artificio
in basso: fig.10 - Les Divertissements de Versailles, 1674 - Teatro al Trianon

musab10Alla comédie-ballet seguì un fastoso souper in un grande padiglione ottagonale decorato da Gissey, illuminato da infinite candele e con al centro una roccia che grondava acqua con alla sommità Pegaso, il cavallo alato. Un'altro padiglione (fig.9) fu allestito per il Ballo dove erano Orfeo ed Arione che posti all'interno di una grotta di rocaille introducevano alle danze. Allo spuntar del giorno l'incredibile notte finirà con un grande fuoco d'artificio che riempì il cielo di "mille clartés plus brillantes que les étoiles". (fig.10)

Les Divertissements de Versailles - Luglio ed Agosto 1674 - L' Alceste e la tragédie en musique

Passarono sei anni prima che Versailles fosse protagonista dell'ultima grande Festa che si svolse nei suoi giardini. Ormai questi erano in avanzato stato di completamento e la loro ricchezza e bellezza risaltava appieno senza più bisogno di artifici, la Meraviglia era la loro cifra estetica.

Come dieci anni prima i Divertissements si svolsero su più giornate, ancora una volta come nelle Feste precedenti Felibien ci lasciò per ordine del re la cronaca e la loro descrizione. Furono rappresentati dalla compagnia di Moliere, ormai morto, le Malade imaginarie con le musiche di Charpentier, l'Ifigenie di Racine recitata dai comediens du roi, l'egloga pastorale scritta probabilmente nel 1664 La Grotte de Thétis, e Les Fétes de l'Amour et de Bacchus. Si svolsero collations e souper a médianoche, favolose gite notturne in vascello sul Grand Canal alla luce di migliaia di torce con la musica che accompagnava il dolce fluire sulle acque incantate e fuochi d'artificio che illuminavano a giorno i giardini e i decori realizzati da Le Brun.

Ma fu il 4 luglio che avvenne quello che dal punto di vista musicale e teatrale fu sicuramente l'evento più importante: la messa in scena nella Cour de Marbre dell'antico château, della tragédie en musique a' machine Alceste ou le Triomphe d'Alcide di Lully su testi di Quinault. (fig.11) Da qualche anno si era infatti spezzato l'antico sodalizio fra il commediografo Moliere e Lully, il quale aveva intrapreso una nuova collaborazione con il poeta Quinault, la liaison fra i due darà risultati strepitosi. I due autori avevano già lavorato insieme per Les Fétes de l'Amour e de Bacchus nel 1672 rappresentata per l'inaugurazione della Sala dell'Académie royale de musique, e nel 1673 per la prima tragédie en musique Cadmus & Ermione. Nel 1674 fu la volta dell'Alceste. Per quest'ultima opéra il ruolo di Madame de Montespan, anche nel suggerire al re la promozione del nuovo genere musicale, si dimostrò nevralgico. Infatti le ripetizioni dell'opera si svolsero a Versailles, nei suoi appartamenti, anche se la rappresentazione si svolse a Parigi presso la sala del Palais Royal: Mme de Sévigné racconta che il re volle essere a Parigi in quei giorni per vedere il nuovo lavoro di Lully al quale diede centomila franchi. Ci fu però una frangia di detrattori, furono criticate le macchine di Vigarani e il soggetto che secondo i savants come Racine tradiva il testo di Euripide, inoltre si sosteneva che non era possibile mettere in musica le stesse espressioni "sublimes et courageuses" della tragedia.

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fig.11 - Les Divertissements de Versailles, 1674 - Premiere Journeé - Alceste Tragedie en musique, ornée d'entrées de ballet, rappresentée à Versailles dans la cour de marbre du Chateau éclairé depuis le haut jusquén bas d'une infinitè de lumiere

Viceversa l'Alceste che conobbe poi a corte un successo straordinario e che fece confidare da Mme De Sévigné che l'opéra era "un prodige de beauté: il y a déja des endroits de la musique qui ont mérité mes lames", presenta tra le pagine più sublimi mai scritte da Lully e Quinault. La Pompe funèbre per la morte di Alceste all'Atto III, la Féte infernale del IV sono dei mirabili esempi di quella straordinaria fusione tra meraviglioso in musica e scienza sonora che Lully dispiega con il suo continuo fatto di trenta liuti, la sua compagine di archi in tutte le tessiture, ma anche della gravità e della pompa che si fanno espressione di bellezza. La struttura compositiva della tragédie en musique c'era già tutta: il rispetto dei canoni del teatro classico nella divisione in cinque atti e un prologo, l'ouverture solenne e maestosa nei suoi tre tempi lent-vif-lent, il recitativo nobile e tranquillo, il piegare l'articolazione della lingua francese alle esigenze del canto rispettandone però la sillabazione e la scienza declamatoria, il coro che reintrodotto svolge la funzione che aveva nel teatro antico di esaltare ed aumentare la potenza evocatrice degli eventi, la presenza dei divertissements che lasciano ancora larghissimo spazio al balletto, integrandolo col dargli la funzione di sciogliere la tensione drammatica in una pausa contemplativa, infine l'incanto e la meraviglia dell'illusione scenica che nella tragédie lyrique non verrà mai meno, accentuandone viceversa l'aspetto onirico e di assoluta Meraviglia. In questo, il ruolo degli artefici delle macchine fu fondamentale, nei primi anni Carlo Vigarani, dal 1680 Jean Bérain, anche strepitoso costumista. Nell'Alceste, la cour de Marbre con i suoi decori, quasi opera di ebanisteria monumentale, ben si prestava a fare da sfondo teatrale ad una tragedia in cui le macchine accentuavano l'aspetto magico.

Ma Versailles, pur priva di un teatro d'opéra, farà da sfondo negli anni successivi a molte delle tragédie lyrique di Lully-Quinault: da Persée, celebre per gli artifici che la caratterizzarono, rappresentata in un teatro provvisorio nel manége de la Grand Ecurie nel 1682, l'anno dell'insediamento nel nuovo château, a Roland nel 1685 ed Armide nel 1686. La Tragédie lyrique apparterrà a Versailles, ne sarà parte integrante anche quando morto nel 1687 Lully, non più nelle grazie del re per l'influenza della moglie morganatica Mme de Maintenon, continuerà nei suoi successori, da Destouches a Marais, da Colasse a Desmarest, mentre Lully conoscerà un apprezzamento senza fine che porterà le sue tragédie en musique ad essere rappresentate continuativamente fino alla fine del '700.

CONTINUA (PARTE V) >>>

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