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GIOVANNI BATTISTA DRAGHI
(?Rimini, c1640 - London, 1708)

Complete Harpsichord Works
new recordings made on the 1691 Tibaut harpsichord

85 pieces including the Six Select Su[i]tes of Lessons for the Harpsichord in Six Severall Keys. ... by Signr. Giovani Baptista Draghi (London, 1707) and 48 additional pieces from several manuscripts

Appendix
* Saraband (2nd version)
** Prelude (2nd version)

FERNANDO DE LUCA
harpsichord

Issue 2026-01

Recorded in Borgo Ticino (Novara, IT)
2025, 18 Oct - 11 Nov - French harpsichord after Tibaut (1691) built by A. Di Maio (2018). Audio eng. M. De Gregorio


Sheet Music is available here

“Architekt des englischen Musikstils?”, an AUDIO DEBATE (german)
Warning!-) This speech has been freely generated by
Google’s AI technology, based on our italian text provided below.


Giovanni Battista Draghi: L’Integrale per Tastiera

Inauguriamo il 2026 con un’esplorazione monumentale dedicata al genio tastieristico britannico nel cruciale mezzo secolo che separa la Restaurazione dall’avvento londinese di Handel. Il primo capitolo di questo viaggio riscopre Giovanni Battista Draghi, figura emblematica di quel sincretismo culturale che ha ridefinito il suono dell’Inghilterra barocca.

Questa pubblicazione non è solo un omaggio, ma un completamento ideale: se nel 2015 il Maestro Fernando De Luca aveva offerto una lettura delle Suites of Lessons (1707) su un cembalo tedesco dal timbro austero, oggi il progetto si espande verso l’assolutezza. Il nuovo corpus comprende non solo i 37 pezzi della raccolta data alle stampe, ma l’intero spettro dei 48 brani sciolti con due varianti emersi dai manoscritti, ordinati secondo la fondamentale edizione critica di Robert Klakowich (1986), consultabile integralmente tramite il link a imslp.org in calce.

Un nuovo respiro timbrico

La metamorfosi di questo progetto risiede anzitutto nella voce dello strumento. L’adozione di una copia del celebre cembalo francese Tibaut del 1691 a doppio manuale muta radicalmente la prospettiva d’ascolto. La tavolozza sonora si fa più densa e avvolgente, permettendo al Maestro De Luca di sviscerare sfumature cromatiche e dinamiche precedentemente inesplorate, restituendo a Draghi quella dignità coloristica che solo uno strumento di tale nobiltà può garantire.

Un architetto dell’idioma inglese?

Nativo di Rimini, ma londinese d’adozione dal 1665 circa, Draghi rappresenta un paradosso affascinante: un italiano che si fa custode e innovatore della sensibilità d'oltremanica. Nei suoi quarant'anni al servizio della corte Stuart, egli non si è limitato a subire l’influenza di maestri come Matthew Locke o il quasi coetaneo John Blow, ma ne ha metabolizzato il linguaggio fino a diventarne un propulsore.

L’ascolto rivela un’originalità di scrittura che dialoga direttamente con la modernità di Henry Purcell. Sebbene la storia sia avara di prove documentali su un loro incontro diretto, è impossibile ignorare il peso specifico di Draghi: la sua ode per il St. Cecilia’s Day del 1687 (su testo di Dryden) rimane l’unico esempio di ampio respiro della sua produzione vocale, un’opera che gettò un’ombra lunghissima sulle successive composizioni celebrative di Blow, Croft e dello stesso Purcell.

È suggestivo immaginare il giovane Purcell, ancora fanciullo all'arrivo di Draghi a Londra, assorbire le audacie armoniche dell'italiano. Questa integrale dimostra come Draghi non sia stato un semplice comprimario, ma un terreno fertile su cui è germogliata l'età dell'oro della musica inglese del tardo Seicento.

saladelcembalo.org, 3 gennaio 2026

F. De Luca @ Borgo Ticino (Apr/2025)

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