La Sala del Cembalo del

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Hamburg with river Elbe, engraving by Christian Lotter (early 18th century)

Le 36 Fantasie a cembalo solo di Telemann appartengono ad un nutrito gruppo di composizioni che il musicista pubblicò ad Amburgo sotto la sua stessa supervisione. In un lungo periodo di circa 40 anni, ovvero dal 1725 al 1765, lo studioso Steven Zohn ha individuato oltre 50 pubblicazioni di questo tipo (S. Zohn, "Music for a Mixed Taste: Style, Genre, and Meaning in Telemann's Instrumental Works", Oxford University Press, 2008), tra cui quelle del 1732, anno in cui Telemann si dedicò prevalentemente al genere della fantasia, prima con le notissime 12 Fantaisies à traversiere sans basse e subito dopo con le Fantaisies pour le clavessin, qui interpretate dal maestro Fernando De Luca.

L’apporto del musicista-imprenditore alla preparazione, alla stampa e alla diffusione di tutta questa musica merita particolare attenzione, essendo stato Telemann un pioniere in questo tipo di attività ad Amburgo. In molti casi, infatti, il compositore decise di imbarcarsi in una propria attività editoriale, curando personalmente tutti gli aspetti, dalla correzione delle copie manoscritte, all’aggiunta dei titoli dei movimenti per sua stessa mano, fino al controllo dell’incisione delle lastre in rame. Ma anche costruendo per sé una lunga lista di sottoscrittori tramite una fitta rete di agenti sparsi in varie parti d’Europa. La città di Amburgo a quel tempo era florida da questo punto di vista, basti pensare alle parole che Charles Burney adoperò a proposito di essa: una città in cui si respirava “un’atmosfera di allegria, industriosità, abbondanza e libertà difficilmente riscontrabili in altri luoghi della Germania”. In realtà, pare che la situazione fosse già ben diversa al tempo in cui Burney visitò Emanuel Bach nell’ottobre 1772; la battuta che il musicista tedesco rivolse al suo ospite fu che “[purtroppo] lei è giunto qui con cinquant'anni di ritardo” (queste frasi sono liberamente tradotte da C. Burney "The Present State of Music in Germany, the Netherlands, and the United Provinces, or the Journal of a Tour through these Countries, undertaken to collect Materials for a General History of Music", Londra 1773). Ricordiamo che anche Emanuel Bach, seguendo le orme del suo padrino di battesimo Telemann (ed in parte anche quelle del padre), si dedicò assiduamente all’auto-pubblicazione di molte sue composizioni. Evidentemente, dopo la morte del musicista di Magdeburgo, la centralità della città anseatica nel campo dell’industria musicale si era esaurita già da tempo.

Georg Philipp Telemann
V. D. Preisler after Ludwig Michael Schneider, c1750

Telemann sorprende, come sempre, per il carattere innovativo ed originale, con cui presenta le proprie composizioni, soprattutto dal punto di vista formale e strutturale. In questo caso ci troviamo di fronte ad una serie di movimenti, apparentemente 36, organizzati in 3 gruppi di 12 ciascuno. Nel frontespizio della pubblicazione egli scrive “3 Douzaines”, termine col quale indica anche la seconda dozzina. Mentre la terza serie la contraddistingue con la parola italiana “dozzine”. Il motivo di ciò non è lasciato al caso e dipende dal fatto che solo il secondo gruppo, tutto titolato in francese, è chiaramente orientato al gusto d’oltralpe con tanto di ritmi puntati, sebbene italianizzato; già nel Tendrement con cui si apre la Fantasia No. 1 (Douzaine II) si può apprezzare immediatamente il carattere grave e delicatissimo con cui Telemann vuole evocare una diversa atmosfera, chiaramente in contrasto con quella più di tendenza proveniente dall’Italia, destinata a prendere il sopravvento.

Ciascuna dozzina prevede che i brani siano eseguiti in coppia: ad esempio, la Fantasia No. 1 è bipartita (Allegro-Adagio) con un da capo, dopo di che si passa immediatamente alla Fantasia No. 2 (idealmente collegata alla prima in un’unica composizione), anche questa bipartita (Presto-Adagio) con un da capo, ed infine con un’esplicita indicazione “Si replica la prima fantasia” (nella seconda dozzina diventa “recommencés la 1re fantaisie”, nella terza dozzina “e poi la fantasia 1”). Per questo motivo, abbiamo evitato di spezzare l’ascolto di ogni coppia in movimenti singoli, cosa che qui appare particolarmente inappropriata. In questa organizzazione si ravvisa comunque una anticipazione di quella che poi diverrà la forma sonata.

saladelcembalo.org
12 marzo 2017


FERNANDO DE LUCA
harpsichord

Issue 2017-05

Recorded in Rome
September 19-27, 2015

French harpsichord after Blanchet (1754)
built by C. Caponi (1985); Pitch A=415Hz
Audio eng. M. De Gregorio

GEORG PHILIPP TELEMANN
(Magdeburg 1681 - Hamburg 1767)

[36] Fantaisies pour le clavessin
3 Douzaines
(Hamburg, 1732-33)

1. Douzaine PLAY ALL

TWV 33:1-12

2. Douzaine PLAY ALL

TWV 33:13-24

  • Fantasia No. 3 h-moll / Fantasia No. 4 D-dur

    1. Pompeusement - Allegrement - Pompeusement; voyés le commencement - Gayment
    2. Gratieusement - Vivement - Gratieusement; voyés le commencement - Vîte - recommencés la 3me fantaisie
  • Fantasia No. 5 g-moll / Fantasia No. 6 B-dur

    1. Melodieusement - Spirituellement - Melodieusement; voyés le commencement - Vîte
    2. Tendrement - Gayment - Tendrement; voyés le commencement - Vîte - recommencés la 5me fantaisie
  • Fantasia No. 7 a-moll / Fantasia No. 8 A-dur

    1. Lentement - Allegrement - Lentement; voyés le commencement - Vivement
    2. Gratieusement - Vîte - Gratieusement; voyés le commencement - Gayment - recommencés la 7me fantaisie
  • Fantasia No. 11 g-moll / Fantasia No. 12 B-dur

    1. Pompeusement - Allegrement - Pompeusement; voyés le commencement - Vîte
    2. Gratieusement - Gaillardement - Gratieusement; voyés le commencement - Vitement - recommencés la 11. fantaisie

3. Douzaine "Dozzina 3" PLAY ALL

TWV 33:25-36

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