La Sala del Cembalo del

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François de Troy (1645–1730), Portrait of Elisabeth Jacquet de La Guerre (detail; c1700) - Unknown location

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ÉLISABETH-CLAUDE
JACQUET DE LA GUERRE
(Paris, 1665 - 1729)

Pièces de clavessin (Paris 1687)

Pièces de clavecin (Paris 1707)
qui peuvent se jouer sur le violon

FERNANDO DE LUCA
harpsichord

Issue 2018-13

Recorded in Rome: 2016 March 8-14
French harpsichord after Blanchet (1754) built by C. Caponi (1985); Audio eng. M. De Gregorio

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Le Clavecin pour Versailles
Dix-neuvième épisode (index)

Come è noto, quasi tutte le musiche pubblicate da Élisabeth Jacquet de La Guerre furono dedicate al re Luigi XIV, incluse le collezioni di pezzi per cembalo solo. Queste due raccolte differiscono l’una dall’altra da molti punti di vista, a cominciare dall’epoca di composizione che le vede separate da un ventennio esatto. Il primo libro, del 1687, è caratterizzato dalla presenza di prélude non mesurés posti di fronte a ciascun gruppo di brani omogenei per tonalità. Da notare che la compositrice non impiega alcun termine specifico per indicare tali raggruppamenti, ma è chiaramente da sottintendersi la suddivisione in quattro suites in altrettante tonalità. La musica contenuta nel primo libro ancora riecheggia dello stile di Chambonnières e Louis Couperin, non solo per la presenza dei prélude, ma in generale per il tono severo e magnificente che troviamo in tutti i movimenti, copiosi in numero anche per la presenza di danze raddoppiate. La Courante in particolare viene presentata in coppia in ogni suite, ed una doppia Gigue compare nella suite in sol minore. Oltre a questi, fanno la loro comparsa altri brani di danza, la Chaconne, il Menuet, la Gavotte e la meno consueta Cannaris.

A confronto, il secondo libro del 1707 appare molto più essenziale, sia per il ridotto numero di movimenti - la seconda suite è vistosamente la più compatta, di soli 6 pezzi -, ma soprattutto per il tipo di scrittura che sembra abbracciare uno stile evoluto, ovvero quello tipico dei claviciniste francesi che si affacciano al nuovo secolo, come Jean-François Dandrieu e François Couperin “le grand”. Il movimento che apre la seconda raccolta, La Flamande, altro non è che una Allemande, raddoppiata da un Double, particolarmente ricca di ornamentazione nelle diverse sezioni che la compongono. La Chaconne conclusiva assume quasi la forma di un’aria con variazioni, altra anticipazione di un gusto che caratterizzerà la produzione di suite, sonate e partite dei successivi due decenni in tutta Europa.

L’esecuzione e registrazione integrale dei due libri, è stata effettuata a Roma dal Maestro De Luca nel corso del marzo 2016, impiegando l’ormai noto strumento a doppio manuale, copia di un Blanchet del 1754.

saladelcembalo.org
21 ottobre 2018

F. De Luca (photo 2018 by M. Toso)

  • Soleil

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