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Edwart Collier - Vanitas Still-Life (1662) - Metropolitan Museum of Art, New York

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AZZOLINO BERNARDINO
DELLA CIAIA
(Siena 1671 - Pisa 1755)

6 Sonate per Cembalo, Op. IV
Roma 1727

FERNANDO DE LUCA
harpsichord

Issue 2018-11

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Azzolino Bernardino Della Ciaia, prima di essere musicista e compositore d’organo e cembalo, fu membro del Sacro Militare Ordine Marittimo dei Cavalieri di Santo Stefano, fin dall’età di 7 anni. Egli si amava definire uno studente di musica “non professionista”, avendo probabilmente approcciato i primi studi musicali nella scuola dell’Ordine dei Cavalieri, sotto Giovanni Lorenzo Cattani e, soprattutto, assimilando una gran quantità di esempi e stili musicali durante i lunghi anni di viaggio con la flotta dei Cavalieri di Santo Stefano che toccò numerosi porti europei, in particolare quello di Marsiglia. Sebbene non ci siano prove documentate, alcuni elementi stilistici richiamerebbero certe prassi tipiche di autori veneziani e del nord Europa, come Vivaldi e Buxtehude. Lo straordinario personaggio che divenne Della Ciaia è il risultato di questo lungo processo di auto-apprendimento itinerante, terminato il quale vedrà il musicista senese stabilirsi prima a Pisa e poi a Roma, dove si pensa abbia composto tutta la musica tastieristica a noi pervenuta.

Queste 6 Sonate per Cembalo appartengono ad una collezione tripartita di pezzi per tastiera di cui le sonate sono la prima sezione; le altre due, per organo, comprendono rispettivamente, alcuni saggi di contrappunto e dei ricercari. La datazione del 1727 è riportata su una delle copie manoscritte oggi conservate a Bologna, e questo non esclude la possibilità che molti pezzi siano stati composti negli anni precedenti, tra il 1713 ed il 1730, ovvero lungo tutto il periodo trascorso a Roma. Dal punto di vista strutturale, ciascuna delle sonate assume una configurazione ibrida: 4 movimenti di cui i primi due hanno la forma di preludio, seguito da una sorta di fuga caratterizzata da una scrittura estremamente libera; seguono gli altri due movimenti, bipartiti, che il senese indica sempre con I Tempo e II Tempo, rispettivamente dai tempi lento e veloce, caratterizzati da una scrittura più leggera e scorrevole.

Lo stile stravagante e visionario di questa musica rappresenta un unicum nella produzione per tastiera di questo periodo, tanto da farci azzardare un interessante accostamento tra Azzolino Della Ciaia ed Hector Berlioz! Praticamente un secolo esatto separa le Sonate per cembalo op.4 dalla Symphonie fantastique op.14, opere entrambe (apparentemente) fuori da ogni schema e parametro tipicamente impiegati nelle rispettive epoche di composizione, entrambe profondamente intrise di sperimentazione e, quindi, anticipatrici di tecniche di scrittura riprese vari decenni più tardi.

saladelcembalo.org
6 settembre 2018


Recorded in Cagliari: November-December 2017 & 2-5 March 2018, Flemish harpsichord after a Ruckers-Taskin model (Taskin 1780) built by F. Granziera (1993); Pitch A=415Hz

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