La Sala del Cembalo del

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Frontespizio delle Fortsetzung Sonaten Wq. 51 (dall'edizione di Lipsia, 1785)

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CARL PHILIPP EMANUEL BACH
(Weimar 1714 - Hamburg 1788)

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[6] Fortsetzung Sonaten
Wq. 51 (composed 1758-60, publ. 1761/1785)

Fortsetzung von Sechs Sonaten fürs Clavier

Sonata No. 1 in C major, Wq. 51/1, H. 150

not recorded

Sonata No. 2 in B♭ major, Wq. 51/2, H. 151

  1. Adagio sostenuto - Presto
  2. Adagio mesto e sostenuto
  3. Allegro

Sonata No. 3 in C minor, Wq. 51/3, H. 127

  1. Allegretto
  2. Molto adagio
  3. Allegro mà non tanto

Sonata No. 4 in D minor, Wq. 51/4, H. 128

  1. Allegro assai
  2. Largo e sostenuto
  3. Presto

Sonata No. 5 in F major, Wq. 51/5, H. 141

  1. Allegro assai
  2. Larghetto
  3. Allegro

Sonata No. 6 in G minor, Wq. 51/6, H. 62

  1. Allegro di molto
  2. Poco adagio
  3. Allegretto

Appendix
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Leichte Sonata No. 3 a-moll, Wq. 53/3, H. 181
from "Sechs leichte Clavier-Sonaten" (Leipzig 1766)

  1. Allegro
  2. Poco Andante
  3. Allegro assai

Sonata h-moll, Wq. 62/22, H. 132 (1758/60)

  1. Allegro
  2. Adagio
  3. Allegretto

Fantasia & Fuga d-moll (1765 & 1755)

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Le composizioni per strumento a tastiera di Carl Philipp Emanuel Bach rappresentano gran parte della sua produzione musicale, ammontando ad oltre 300 brani, dei quali circa la metà appartenenti al genere della sonata. Quasi sempre gli autografi e le pubblicazioni a stampa di Bach non riportano indicazioni vincolanti sul tipo di tastiera da utilizzare, limitandosi a prescrivere un “Clavier” o un “cembalo”, termini usati entrambi per riferirsi ad una non meglio specificata tastiera (nella Germania del XVIII secolo). Per tutte le sue interpretazioni il maestro Fernando De Luca ha scelto esclusivamente il clavicembalo, sia a doppio manuale (preferibile) che a singolo; tuttavia, è ben nota la predilezione del compositore tedesco per il clavicordo, di cui possedeva ben due esemplari (entrambi messi in vendita dalla vedova Bach), e che egli stesso considerava lo strumento più efficace per giudicare in modo accurato le qualità dell’interprete (dal primo volume del Versuch über die wahre Art das Clavier zu spielen, pg. 9 “Das Clavicord ist […] das Instrument, worauf man einen Clavieristen aufs genaueste zu beurtheilen fähig ist.”).

Con questa pagina concludiamo, almeno per il momento, la lunga serie di registrazioni da esecuzioni di Fernando De Luca, dedicate alle sonate per tastiera di Emanuel Bach. I pezzi qui raccolti, a differenza di quelli comparsi nelle pagine precedenti, provengono da pubblicazioni diverse e qui non completamente registrate. Le “Fortsetzung Sonaten” furono date alle stampe in due serie di sei sonate ciascuna, Wq. 51 e Wq. 52: la prima nel 1761 (poi ristampata a Lipsia nel 1785), che il De Luca ha registrato quasi integralmente, manca infatti la sola Sonata I in do maggiore Wq. 51/1; la seconda serie del 1763, basata su composizioni realizzate tra il 1744 ed il 1762, non è qui registrata.

Frontespizio delle Leichte Sonaten, Wq. 53

Dalle “[6] Leichte Sonaten”, pubblicate nel 1766, abbiamo la Sonata III in la minore Wq. 53/3, a cui abbiamo fatto seguire la Sonata in si minore Wq. 62/22 la cui data di composizione risale al 1758-60, pubblicata in Collection récréative (Norimberga, ca.1761). Infine, i due brani in re minore vengono eseguiti dal nostro interprete come se si trattasse di una “Fantasia e Fuga” unitaria; questi sono in realtà composizioni indipendenti: la breve Fantasia Wq. 117/15 fu pubblicata assieme ad altri pezzi sciolti nel 1765, mentre la Fuga “a 2” Wq. 119/2, risale a vari anni prima, pubblicata da Marpurg nella prima parte del suo saggio Fugen-Sammlung (Berlino, 1758).

saladelcembalo.org
4 novembre 2017

FERNANDO DE LUCA
harpsichord

Issue 2017-24

Recorded in Rome
2015, August 16 - 20

French harpsichord after Blanchet (1754)
built by C. Caponi (1985); Audio eng. M. De Gregorio

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