La Sala del Cembalo del

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Herman III Saftleven (1609-1685) Gebirgslandschaft Thyssen Bornemisza Collections

GEORG BÖHM
(Hohenkirchen [Ohrdruf] 1661 - Lüneburg 1733)

Das Cembalowerke

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JOHANN JACOB DE NEUFVILLE
(Nuremberg 1684 - 1712)

Ciaccona h-moll
in Sex Melea s[eu] Ariae cum variationibus (Venezia, 3 Feb 1708)


Appendix (Böhm)

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JOHANN CASPAR FERDINAND FISCHER
(Schönfeld [Carlsbad] 1656 - Rastatt 1746)

Musikalisches Blumen-Büschlein (Op.2, Rastatt 1698)

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La quantità di composizioni di Böhm per cembalo o clavicordo, pervenute fino ai giorni nostri, non raggiunge quella di Froberger, Pachelbel, Buxtehude e Kuhnau. E la stessa considerazione può essere fatta per la musica di Reincken. Un motivo può essere dovuto all’assenza di raccolte pubblicate in vita dall’autore, che ha determinato la sola diffusione di manoscritti o edizioni tipicamente non autorizzate. Ciononostante, questo non ha impedito alla sua musica di esercitare una forte influenza sullo sviluppo della scrittura tastieristica ed organistica di Johann Sebastian Bach che, come è noto, studiò per un certo periodo a Lüneburg; da questo ed altri elementi, si può facilmente concludere che il rapporto maestro-allievo tra i due ci sia stato, probabilmente tra il 1700 ed il 1702, come ha osservato lo studioso C. Wolff.

La letteratura assegna tradizionalmente a Böhm circa 10 suite, alle quali si aggiungono alcuni preludi, 1 capriccio ed 1 chaconne. Più recentemente, gli studiosi hanno rilevato problemi di autenticità per alcuni di questi pezzi, quindi le suite sicuramente attribuibili al grande maestro sarebbero attualmente sette (ndr. le abbiamo poste nella sezione d’apertura di questa pagina) ed un’ottava, Suite F-dur, proveniente dalla nota pubblicazione di Estienne Roger (Amsterdam c.1710), intitolata VI SUITTES, divers airs avec leurs variations et fugues pour le clavessin de divers excellent maitres choisies & mises en ordre par Estienne Roger, in cui figura al terzo posto (ndr. noi l’abbiamo posta nell’appendice della sezione dedicata a Böhm). Le rimanenti tre suite, di attribuzione problematica, sono state comunque interpretate e registrate da Fernando De Luca e qui poste in appendice. Tra queste, la Suite Es-dur sembra decisamente spuria, coincide infatti con la Partita XXIX Es-dur (FbWV 631) spesso attribuita a Froberger, visto lo stile decisamente arcaico della scrittura. L’avevamo già pubblicata, in una registrazione separata, nella pagina dedicata alle partite di Froberger, a cui rimandiamo.

The frontispiece of Fischer's Op.2

Un elemento che salta subito all’occhio quando si paragona la suite per tastiera di Böhm o di Fischer, con quella di Buxtehude, è la maggior varietà strutturale dei movimenti, che nel caso di Fischer raggiunge addirittura livelli estremi. Ricordiamo infatti come Buxtehude non si discosti praticamente mai dalla forma classica di Froberger, la più volte citata sequenza Allemande – Courante – Sarabande - Gigue. Per i maestri della generazione nata attorno al 1660, diventa essenziale arricchire la suite con movimenti aggiuntivi, tutti di ispirazione francese, come avviene nella Ouverture-Suite D-dur o sostituire la giga conclusiva con una ciaccona, come avviene nella Suite f-moll. La raccolta di otto suites di Fischer è davvero emblematica in tal senso: si osservi la grande variabilità nel numero dei movimenti, e nella scelta delle tipologie di danze. Non una delle suite rassomiglia alle altre, unico elemento comune a tutte è la presenza di un preludio d’apertura! Una veloce ma suggestiva considerazione conclusiva può essere fatta circa l’influenza di Böhm e Fischer, sui due giganti della generazione successiva. Se è ormai ben appurato che lo stile della scrittura tastieristica di Bach sia dovuto almeno in parte agli insegnamenti ricevuti dall’organista di Lüneburg, nel caso di Fischer potremmo fare un discorso del tutto simile, ma nei confronti di Händel. In altre parole, il linguaggio della suite per tastiera sviluppato dal caro sassone, prima in Germania, poi probabilmente completato in Italia, appare come un naturale proseguimento di quello di Fischer, forse filtrato attraverso gli insegnamenti ricevuti dal maestro Zachow.

saladelcembalo.org
16 maggio 2017

FERNANDO DE LUCA
harpsichord

Issue 2017-12

Recorded in Venice (Böhm) & Cagliari (Fischer)
Nov 4-17, 2014 (Böhm); April 10-20, 2017 (Fischer)

Instrument No.1 (Böhm): German harpsichord after Christian Vater (1738), built by F. P. Ciocca (2007); Temp. Sauveur (1701) @ 1/5 syntonic comma - Instrument No.2 (Fischer): Flemish harpsichord after a Ruckers-Taskin model (Taskin 1780), built by F. Granziera (1993)
Pitch A=415Hz

The first page of Fischer's Suite I

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