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CD & DVD Reviews

Indice / Index

VinciPartenope

LEONARDO VINCI (?1696-1730)

La Partenope

Sonia Prina - Partenope
Maria Grazia Schiavo - Rosmira
Maria Ercolano - Arsace
Eufemia Tufano - Emilio
Stefano Ferrari - Armindo
Charles do Santos - Ormonte

 I Turchini di Antonio Florio
Antonio Florio, direttore

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Antonio Florio continua il suo mai abbastanza lodato lavoro di recupero dei tanti capolavori dimenticati della musica italiana del Seicento e del Settecento. Nel 2000 aveva già riproposto con grande successo un’opera buffa di Vinci: Li zite’n galera, ormai da anni fuori catalogo (così come tanti altri CD molto belli che incise per la Opus 111 e che dovrebbero assolutamente essere riediti). La Partenope fu eseguita da Florio già nel 2004 in forma di concerto (in particolare al festival di Beaune) e negli anni successivi in forma scenica. Nello scorso autunno era stata data per imminente l’uscita in DVD dell’opera (diversi spezzoni di questa produzione erano già approdati su YouTube), quindi l’annuncio di questi CD è stata in un certo senso una sorpresa.

Il libretto di Silvio Stampiglia risale al 1699 ed oltre all’ovvio intento celebrativo verso la città di Napoli vi si potevano cogliere varie allusioni politiche: ad esempio la regina Partenope ha tre spasimanti, proprio come tre erano i pretendenti alla successione dell’impero spagnolo. L’opera venne poi messa in musica nel 1722 da Domenico Natale Sarro a Napoli con grande successo: per l’occasione Stampiglia rimaneggiò il libretto e scrisse anche un intermezzo (Eurilla e Beltramme) che venne dato durante gli intervalli con la musica dello stesso Sarro. Questa versione dell'opera fu ripresa a Roma nel 1724 ma inizialmente non incontrò grande favore: solo dopo che furono apportate alcune modifiche alla partitura (probabilmente da parte di Leonardo Vinci) il pubblico romano ne decretò il successo.

Qualche mese più tardi Vinci era a Venezia, dove andò in scena la sua Ifigenia in Tauride. L'opera piacque talmente che gli fu chiesto di prepararne un'altra per chiudere la stessa stagione: Vinci propose allora proprio La Partenope, che preparò in grande fretta riprendendo in parte la partitura di Sarro. In particolare lasciò intatti quasi tutti i recitativi di Sarro, i cori ed una sinfonia, mentre tutte le arie furono composte da Vinci, alcune nuove e altre adattate da sue opere precedenti. L’intermezzo invece fu scartato, perché negli intervalli furono eseguiti dei balletti.

L'opera, andata in scena al teatro San Giovanni Grisostomo nei primi mesi del 1725, venne alla fine intitolata La Rosmira fedele anziché La Partenope, probabilmente in onore della prima donna, la celebre Faustina Bordoni, che interpretava appunto il ruolo di Rosmira e che anche nelle altre opere della stagione (Ifigenia di Vinci e Berenice di Orlandini) aveva interpretato il personaggio eponimo. Gli altri cantanti furono Antonia Merighi (Partenope), Carlo Scalzi (Arsace), Antonio Barbieri (Armindo), Giovanni Ossi (Ormonte) e Carlo Bernardi (Emilio). Ritroveremo Bordoni, Merighi e Scalzi qualche anno dopo a Londra con Handel, mentre Carlo Bernardi (mezzosoprano castrato piuttosto mediocre) era il fratello del ben più famoso Senesino. Bordoni e Merighi erano state protagoniste anche nella Partenope di Sarro del 1722, ma in quel caso la Merighi aveva interpretato il ruolo di Arsace; nel 1730 la stessa cantante fu anche Rosmira nella Partenope di Handel.

È interessante notare che molte arie delle tre opere di quella stagione veneziana furono utilizzate a Londra, già nel maggio del 1725, per mettere in scena il pasticcio Elpidia, con recitativi scritti da Handel. In particolare troviamo nell'Elpidia ben sei arie tratte dalla Rosmira di Vinci. Handel rimase talmente colpito dalla musica del compositore napoletano che la utilizzò spesso anche negli anni seguenti, in altri pasticci che andarono in scena a Londra sotto la sua supervisione.

La fortuna del libretto di Stampiglia è dovuta ad una storia semplice ma efficace. La regina Partenope ha tre spasimanti: Emilio, principe di Cuma, Armindo, principe di Rodi ed Arsace, principe di Corinto. A quest’ultimo vanno i suoi favori, quando improvvisamente arriva a Napoli Rosmira, principessa di Cipro nonché promessa sposa di Arsace da questi abbandonata. Rosmira finge però di essere un uomo, sotto il finto nome di Eurimene, e fa giurare ad Arsace di non rivelare la sua vera identità. Ciò conduce ad una serie di situazioni paradossali, che culminano alla fine con Rosmira che sfida a duello Arsace. Ma questi, grazie ad un’astuzia, riesce a svelare il segreto ed a portare la vicenda all’immancabile lieto fine.

Questa incisione viene senza dubbio a colmare un importante vuoto nella discografia. Tuttavia non posso nascondere che il risultato finale sia piuttosto deludente rispetto alle attese, a partire dai tagli apportati alla partitura di Vinci. Già nel 2004 Florio aveva deciso di sopprimere quattro arie (e una buona quantità di recitativo) per far posto all’insulso intermezzo di Sarro (una decisione a mio parere assai infelice). In questi CD l’intermezzo non è stato incluso ma d’altra parte sono state eliminate altre due arie, mentre di una terza è stato tagliato il da capo. Questo naturalmente è dovuto alla circostanza che la registrazione è stata fatta dal vivo durante le recite tenute a Murcia (Spagna) nel 2011, ma ciò non mitiga certo il disappunto per un’opera così mutilata.

Quanto ai cantanti, i tre ruoli principali (Partenope, Rosmira e Arsace) sono affidati alle stesse cantanti che avevano interpretato con ottimi esiti La Partenope a Beaune nel 2004. Fra queste Sonia Prina mi ha veramente impressionato: la parte le calza come un guanto e gli abbellimenti che inanella nei da capo sono da manuale, così come i suoi recitativi. Anche Maria Grazia Schiavo fa un ottimo lavoro, soprattutto nella caratterizzazione del personaggio, anche se a volte esagera un po’ negli abbellimenti. Maria Ercolano è pure molto brava, ha solo la tendenza ad eccedere un po’ col vibrato. Non posso essere altrettanto soddisfatto degli altri cantanti, che sono invece diversi rispetto al 2004. In particolare Eufemia Tufano esibisce una voce incerta e vacillante, che nelle agilità arranca non poco, mentre Stefano Ferrari ha voce brutta e cortissima, con gravi inesistenti ed acuti sforzati.

Anche la ripresa sonora non è ottimale: il suono è dettagliato e l'orchestra è resa molto bene, ma per i cantanti sono stati usati evidentemente dei microfoni nascosti nei vestiti, col risultato che le voci risultano prese troppo da vicino e quindi non riescono ad inserirsi in modo naturale nel palcoscenico sonoro. L’effetto è peggiorato dall’aver posizionato tutti i cantanti esattamente al centro della scena, senza il minimo cambiamento di posizione. L’esito finale, specialmente se ascoltato in cuffia, è piuttosto fastidioso.

Insomma: aspettando il DVD, che forse ci darà maggiori soddisfazioni, il mio consiglio spassionato è quello di lasciar perdere questi CD e di ascoltare invece la registrazione radiofonica dell’opera così come fu data a Beaune, quindi con l’aggiunta dell’intermezzo Eurilla e Beltramme. Questa si può trovare ad esempio nel sito di Opera Today, solo che il cast dato in quella pagina non è del tutto corretto, ecco quello giusto:

Partenope: Sonia Prina
Arsace: Maria Ercolano
Emilio: Lucia Cirillo
Armindo: Makoto Sakurada
Ormonte: Rosario Totaro
Rosmira: Maria Grazia Schiavo
Eurilla: Giuseppe De Vittorio
Beltramme: Giuseppe Naviglio

Maurizio Frigeni, 13 luglio 2012

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