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CD & DVD ReviewsJommelli

Index / Indice

NICCOLÒ JOMMELLI

Roma 1751 - Sacred Music

Dixit Dominus a 4 concertato
Miserere a 4 concertato
Beatus vir in la maggiore a canto solo con ripieni a 4

Emanuela Galli, soprano
Romina Basso, contralto
Francesca Boncompagni, soprano
Karin Selva, soprano
Ghislieri Choir & Consort
dir. Giulio Prandi

Sony/DHM 88883725182


Questo è il secondo di una serie di dischi diretti da Giulio Prandi e dedicati alla musica sacra italiana del Settecento. Si tratta a mio parere di un'impresa che si sta rivelando di grande valore storico e artistico, sia per la rarità dei brani proposti, sia per l'eccellenza dell'esecuzione. Il merito va anche a Sony/DHM, che si conferma come una delle poche case discografiche importanti che osi puntare su di un repertorio poco conosciuto.

Il primo CD della serie era dedicato a Baldassarre Galuppi, mentre il prossimo (che uscirà nel 2014) conterrà il Mattutino de' morti di Davide Perez, che abbiamo del resto potuto ammirare di recente in concerto da Utrecht. Questo CD è dedicato invece a tre salmi composti da Niccolò Jommelli a Roma nel 1751, durante la parentesi (1749-1753) che il compositore napoletano trascorse nella città eterna, col duplice incarico di maestro coadiutore in San Pietro e di Maestro di Cappella della Chiesa di S. Maria dell'Anima, che è il tempio nazionale tedesco a Roma.

Il Dixit Dominus e il Beatus Vir furono creati proprio per questa chiesa tedesca: si tratta di composizioni in cui le varie sezioni dei salmi sono affidate non solo al coro, ma anche a dei cantanti solisti, accompagnati da un’orchestra d'archi. Negli episodi solistici la matrice operistica è ben avvertibile, secondo quello stile “napoletano” che in quegli anni andava per la maggiore: ascoltando ad esempio il Tecum principium o il Dominus a dextris tuis non si può non pensare a Pergolesi e alle sue melodie accattivanti. Nel bellissimo Juravit Dominus, invece, Jommelli si rifà ad uno stile più severo e contrappuntistico, schierando un quartetto di solisti in dialogo col coro.

Questo modo di comporre più antico era invece di prammatica alla Basilica di San Pietro, per la quale fu composto il Miserere a 4. Jommelli mise in musica solo i versetti dispari, lasciando quelli pari al canto gregoriano: le voci si intrecciano nel contrappunto, sostenute solo dall'organo, ma malgrado la semplicità dei mezzi il risultato è magnifico. Come scrive Raffaele Mellace nelle note, Jommelli realizza “un vitale e avvincente aggiornamento d'una tradizione veneranda”.

Gli esecutori sono a mio avviso eccellenti: il Ghislieri Consort & Choir ci dà un'interpretazione di altissimo livello e lo stesso vale per i solisti schierati. In particolare Emanuela Galli si conferma un’interprete molto versatile e del tutto a suo agio anche nel repertorio sacro, cantando in modo magistrale tre degli episodi solistici. Ma anche Francesca Boncompagni, che interpreta altre tre arie per soprano, non sfigura affatto nel confronto. Così come è ottima Romina Basso nell'unica aria per mezzosoprano del CD.

La direzione di Giulio Prandi è appassionata, ma non dimentica mai il carattere sacro dei brani: in particolare il canto dei solisti è molto controllato e nelle riprese gli abbellimenti sono dosati in modo accorto. Forse anzi avrei preferito a volte qualche “eccesso” in più, ma nella maggior parte dei casi devo riconoscere che le scelte di Prandi sono del tutto convincenti.

Insomma: un gran bel disco, che vi farà venir voglia di ascoltare anche gli altri della stessa serie.

Maurizio Frigeni, 14 settembre 2013

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