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CD & DVD Reviewsreutter

Index / Indice

JOHANN GEORG REUTTER (1708-1772)

Arie e Sinfonie

Dura legge, aria da Archidamia (festa teatrale, 1727)
Venga l’età, aria da La magnanimità di Alessandro (festa di camera, 1729)
Soletto al mio caro, aria da Alcide (dramma per musica, 1729)
Dal nostro nuovo aspetto, aria da Alessandro il Grande (festa di camera, 1732)
Fra deserti, aria da La divina provvidenza in Ismaele (oratorio, 1732)
Del pari infeconda, aria da La Betulia liberata (azione sacra, 1734)
Sinfonia in re maggiore
Pizzicato
Concerto per il clarino in re maggiore
Sinfonia in sol minore (da La Betulia liberata)

Olivia Vermeulen, soprano
Elisabeth Seitz, salterio
Johanna Seitz, arpa
Hannes Rux, tromba
Ens. Nuovo Aspetto

Accent ACC 24175

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Il viennese Johann Georg Reutter apprese i primi rudimenti dell'arte di comporre musica da suo padre (al quale successe nel 1738 come Kapellmeister della cattedrale di Santo Stefano) e da Antonio Caldara. Fu molto legato alla corte imperiale viennese, che durante il regno di Carlo VI (1711-1740) raggiunse l’apogeo in quanto ad attività musicale e per la quale compose oltre venti fra opere serie e feste teatrali, nonché un buon numero di oratori. Dopo la morte dell’imperatore e di Johann Joseph Fux (1741) diventò secondo Kapellmeister a corte, anche se Maria Teresa, succeduta al padre sul trono austriaco, era molto meno interessata alla musica. Reutter fu anche prolifico e stimato compositore di musica sacra: dalla sua penna uscirono circa 500 fra messe, salmi, mottetti e altri brani destinati al culto.

Questo CD propone sei sue arie: due tratte da opere e due da oratori, tutte composizioni destinate alla corte viennese ed ivi eseguite in un arco temporale piuttosto ristretto (dal 1727 al 1734). All’ascolto tuttavia le arie parrebbero appartenere ad opere di trent’anni prima: è ben noto del resto che Carlo VI aveva gusti musicali piuttosto all’antica e aveva trovato soprattutto in Caldara (la cui influenza sulle prime opere di Reutter fu probabilmente importante) un musicista pronto ad assecondarli. Ad amplificare ancor più l’impressione di composizioni che guardano al passato è la presenza in tutte le arie scelte per questo CD di un salterio solista: la cosa può sembrare molto strana per l'epoca ma evidentemente a Vienna questo strumento aveva ancora un certo seguito.

Questa scelta porta però con sé una certa monotonia, dovuta non solo alla presenza continua del salterio ma anche alla mancanza di varietà nella dinamica e nel carattere delle arie. Il soprano Olivia Vermeulen fa del suo meglio: esibisce un’ottima padronanza dello stile e le sue variazioni sono sobrie ma efficaci, tuttavia non sempre riesce ad infondere alle arie la necessaria vitalità. Parte della colpa va comunque ascritta alla presa del suono, perché la sua voce risulta un po’ sfocata mentre al contrario si dà troppo risalto al salterio.

L'unica aria che si impone già dal primo ascolto è probabilmente la magnifica Fra deserti, un brano dall'andamento lento e sognante, nel quale l'accompagnamento è più leggero e la voce riesce ad avere un ruolo maggiore. Piacevole anche Dura legge, tratta dalla festa teatrale Archidamia che Reutter compose a soli 19 anni: in quest'aria troviamo anche un'arpa solista che dialoga col salterio. La presenza costante dell’arpa anche nel continuo contribuisce ancor più a dare a queste arie una patina di vetustà.

Le composizioni strumentali presentate nel CD sono in confronto molto più varie e di scrittura decisamente più moderna. La bella sinfonia in re maggiore, in tre movimenti, ricorda a tratti Vivaldi ma anche un po' Heinichen. Il concerto per tromba è di ascolto assai piacevole e può essere accostato senza sfigurare agli analoghi concerti di Telemann. Il notevole brano intitolato Pizzicato è probabilmente il movimento centrale di un concerto per violino solo, col solista che suona una melodia dal sapore vivaldiano su di un tappeto sonoro formato dal pizzicato degli archi e dagli arpeggi del salterio.

Nel complesso si tratta di un disco molto interessante, soprattutto perché ci fa conoscere questo compositore che è stato finora pochissimo considerato e che, a giudicare da ciò che si sente qui, merita miglior fortuna. Il CD sarebbe ancora più appetibile se si fosse cercata una maggiore varietà nei brani vocali, ma anche così lo ritengo comunque molto consigliabile.

Maurizio Frigeni, 28 gennaio 2013

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