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CD & DVD Reviews

Indice / Index

ascarlatticantate

ALESSANDRO SCARLATTI (1660–1725)

L'Olimpia - L'Arianna
Su le sponde del Tebro

Adriana Fernandez, soprano
Gabriele Cassone, tromba
Concerto de' Cavalieri
Marcello Di Lisa clavicembalo e direzione

CPO 777 748-2

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IIn questi ultimi mesi sono usciti diversi CD di cantate composte fra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, sia sacre che profane di cui vorrei parlarvi. Il primo di cui tratto è un nuovo CD dell'Ensemble Concerto de' Cavalieri diretto da Marcello Di Lisa, dedicato ad Alessandro Scarlatti. Come le due precedenti registrazioni dello stesso Ensemble incentrate sullo stesso musicista si tratta di un'esecuzione di alto livello, che in un certo senso completa il panorama che Di Lisa ha voluto offrire del prolifico musicista siciliano. Infatti, dopo lo Scarlatti sacro ed operistico dei primi due CD, eccoci ad ascoltare tre magnifiche cantate, sorta di vere opere in miniatura per l'intensità drammatica. Delle tre cantate che sono qui registrate le prime due (L'Olimpia e L'Arianna) non le conoscevo in altre incisioni di riferimento, mentre per Su le sponde del Tebro abbiamo la pregevole registrazione dell'Ensemble Les Passions diretto da Jean Marc Andrieu, con il soprano Isabelle Poulenard e la tromba di Serge Tizac. Qui invece ad interpretare le tre cantate è il soprano argentino Adriana Fernandez, accompagnata nell'ultima cantata dalla tromba di Gabriele Cassone. Tutte le cantate sono per soprano, archi e basso continuo, più la tromba solista nell'ultima.

Si può senz’altro affermare che l'argomento di queste cantate sia il tema dell'abbandono dell'amato, che con diversi accenti (lamento, disperazione, furore, rassegnazione) dispiega gli affetti così cari al canto barocco. La prima, L'Olimpia, è tratta dai canti IX-XI dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e narra le vicissitudini di Olimpia, figlia del Conte d'Olanda, che innamorata di Bireno, rifiutando lo sposo impostole, va incontro alla rovina sua e della famiglia. A salvare lei e Bireno interviene il Paladino Orlando, ma Bireno, novello Teseo, abbandona la fanciulla su un'isola deserta. Al risveglio Olimpia grida tutta la sua disperazione e sarà solo il matrimonio con Oberto re d'Ibernia a consolarla. Possiamo ben vedere che la storia è ricalcata su quella di Arianna, personaggio a cui è dedicata la seconda cantata, figura mitologica e letteraria ben più nota, a cui sono legate fin dall'antichità molteplici letture poetiche, musicali ed artistiche.

Arianna, figlia di Minosse re di Creta, fugge dall'isola fatale con Teseo, che aveva aiutato ad uscire dal labirinto dopo che egli aveva sconfitto il terribile Minotauro. Nella versione più nota del suo mito, Arianna viene però abbandonata da Teseo sull'Isola di Nasso e lì, scoperta da Dioniso, assurta nei cieli come costellazione e sua sposa. Tema assolutamente pastorale invece per Su le sponde del Tebro, che ha per protagonista il pastore Aminta, anch'egli personaggio già conosciuto fin dall'età ellenistica e ripreso nei temi arcadici sia dal Tasso nella sua Aminta che dal Guarini. Aminta, innamorato della bella Clori e da questa disprezzato, canta il suo strazio amoroso e la sua perenne fedeltà alla crudele amante.

Questi tre soggetti offrono a Scarlatti la possibilità di dispiegare tutta la gamma degli affetti di cui è capace la sua feconda vena drammatica e musicale. In tutte queste tre cantate, di datazione incerta, strutturate come un susseguirsi di recitativi e arie con il da capo, la sinfonia iniziale ci introduce con immediatezza nel climax dell'opera. Nell'Olimpia e nell'Arianna le sinfonie sono bipartite e hanno ritmi molto veloci, vorticoso addirittura nella prima, allegrissimo nella seconda, terminando con un movimento di danza. Nella terza l'apporto della tromba concertante, con i suoi episodi in eco, la rende particolarmente affascinante.

L'Olimpia tratta il tema dell'abbandono fin dal primo recitativo straziante e dalla prima aria Aiutatemi a morire, che è un vero e proprio lamento in mi minore, introdotto dai due violini principali che dialogano con la voce. A questa atmosfera di rimpianto e dolore seguono un recitativo e un'aria di furore, in cui l'arpeggio continuo dei violini ricorda la furia dei venti e delle onde a cui si affida la fanciulla abbandonata. Nell'ultimo recitativo ed aria Olimpia, ormai placata, racconta se stessa come scoglio in preda delle procelle del mare, in una scrittura decisamente descrittiva.

L'Arianna è molto più complessa, con ben dieci sezioni, con il testo che sviluppa tutte le tematiche proprie della cantata barocca, dalla gioia iniziale per l'amore creduto corrisposto, alla disperazione per l'abbandono ed il tradimento, all'ascesi nell'apoteosi finale. Ogni aria di questa cantata è un piccolo capolavoro: alla iniziale dichiarazione amorosa di Pur ti stringo o mio diletto, segue un’aria dal tono sognante nella quale Arianna è rappresentata dormiente e la tiorba introduce ad un ritmo morbido ed andante. Nella terza aria la scoperta dell'abbandono porta la protagonista a toni accesi in cui prevale la recriminazione dolorosa e in seguito nell'aria Ingoiatelo, laceratelo ad una vera invocazione furiosa. Un recitativo accompagnato porta ad una meravigliosa Struggiti o core in pianto nella quale violino e voce dialogano con dolorosi accenti. Una scala di note ascendenti accompagna la voce nell'ultimo recitativo, che porta Arianna metaforicamente all'ascesa in cielo.

Bellissima anche la cantata Su le sponde del Tebro, nella quale la tromba gioca un ruolo fondamentale sia nella sinfonia che nella prima aria, in cui lo strumento, che inizialmente accompagna la voce imitandone il tema, in seguito diventa indipendente con ornamentazioni che si dispiegano intersecandosi con il canto. Delle due arie successive accompagnate dai soli archi, insolitamente incatenate, la seconda è di una incredibile suggestione, caratterizzata da armonie dissonanti che ricordano le sofferenze di Aminta. Chiude la cantata un'aria gioiosa caratterizzata ancora dalla presenza della tromba, qui suonata da uno straordinario, come sempre, Gabriele Cassone, di un virtuosismo veramente trascinante ed ammaliante.

Ma tutta l'esecuzione è di gran pregio, sia per i colori di un dinamismo musicale esacerbato per la ricchezza degli affetti, sia per il canto della Fernandez, soprano dal bel timbro, dalla tecnica sicura, e dalla forte carica drammatica con cui dispiega i vari accenti. Credo proprio di essere nel giusto affermando che Marcello Di Lisa con il suo Ensemble de' Cavalieri si stia ponendo come un esecutore di riferimento per la musica di Alessandro Scarlatti e le ricche note informative, complete anche sul versante storico e letterario oltre che musicologico, confermano la preparazione e l'accuratezza del progetto esecutivo. Un solo difetto vedo in questo CD, la pochezza della durata: solo 48'41". Sicuramente nel densissimo catalogo scarlattiano si sarebbe potuto trovare qualcosa di interessante per completare questa registrazione, che comunque si pone come tra le migliori dedicate al musicista.

Isabella Chiappara, 8 giugno 2012

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