La Sala del Cembalo del

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RUTINI - ALBERTI - MANFREDINI - MARTÍNEZ

Selected Sonatas

FERNANDO DE LUCA
harpsichord

Bernardo Bellotto, Il Ponte Vecchio a Firenze (c. 1745)
Fitzwilliam Museum - Cambridge

 

MARIANNE VON MARTÍNEZ
(Vienna 1744 - Vienna 1812)

Sonata in Sol Maggiore (1769?)

1. Allegro
2. Adagio
3. Vivace

VINCENZO MANFREDINI
(Pistoia 1737 - St Petersburg 1799)

Sonata III in Re Minore
(da Sei Sonate da Clavecimbalo, St Petersburg 1765)

1. Larghetto
2. Allegro spiritoso
3. Minué - Trio

GIOVANNI MARCO RUTINI
(Firenze 1723 - Firenze 1797)

Sonata Op.III, no.4 in Re Minore
(Nuremberg 1756-8)

1. Allegro
2. Giga
3. Minuetto

Sonata Op.V, no.4 in Fa Minore
(Nuremberg 1758-9)

1. Andante
2. Allegro
3. Presto - Minuetto - Presto

DOMENICO ALBERTI
(Venezia ?1710 - Roma 1746)

Sonata VIII in Sol Minore
(London 1748)

1. Allegro
2. Giga

Dei compositori presenti in questa pagina, la più giovane, Marianna Martines, può essere considerata una esponente del cosiddetto stile classico viennese, non solo per il luogo d’origine, Vienna, dove fu principalmente attiva fino alla sua morte, ma anche e soprattutto per la formazione, tutta italiana, che ricevette da personaggi quali Metastasio, Porpora, Bonno ed Haydn. La Sonata in sol maggiore che presentiamo qui, riflette in un certo modo il grande interesse che la Martines nutriva per il canto ricco di colorature e trilli – Burney la descrive come una cantante dalle doti espressive difficilmente eguagliabili, probabile retaggio del suo apprendistato con il Poeta Cesareo che le infuse amore e dedizione per il testo letterario in musica – che trasferito alla tastiera mantiene quasi del tutto inalterata la liricità di queste pagine.

rutini1

Il fiorentino Giovanni Marco (o Giovanni Placido) Rutini, ancor più della Martines, rappresenta invece un importante anello di collegamento tra lo stile galante ed il classicismo di Haydn, Mozart e Beethoven, vista l’enorme influenza che le sue numerose pubblicazioni di sonate per tastiera ebbero sui grandi nomi dell’area viennese. Oltre a ciò, le due sonate di Rutini qui registrate, risalgono al periodo trascorso in Germania, Berlino in particolare, e mostrano l’evidente impronta dello stile di Carl Philipp Emanuel Bach.

Come noto, il termine “basso albertino” prende il nome dal musicista Domenico Alberti, del quale presentiamo qui una sonata: egli fu il primo ad aver fatto largo uso, nella musica per tastiera, della tipica figurazione da eseguirsi con la mano sinistra (il basso, appunto) atta ad accompagnare la melodia della mano destra - fungendo allo stesso tempo anche da riempimento armonico - in modo semplice ed immediato: la perfetta antitesi del barocco musicale! In realtà, questo tipo di arpeggio spezzato, lo troviamo impiegato anche prima di Alberti, sebbene non in modo così sistematico e pervasivo. Infine, abbiamo una sonata di Vincenzo Manfredini, musicista pistoiese che operò prevalentemente nella San Pietroburgo di Caterina II, alla quale egli dedicò la sua raccolta del 1765.

Zadok, 26 gennaio 2014

rutini2

Issue 2014-02 - Recorded in Rome

2012 April 16, 25, 27, 30
German harpsichord, after Christian Vater (1738)
Pitch A=415Hz
Temp. Neidhart

manfredini
handelvauxhall1falernoducandevater1738

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