La Sala del Cembalo del

A Non-Profit Project devoted to the Baroque Age
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DOMENICO SCARLATTI
(1685-1757)

in fa minore

Sonata in fa minore, K.187 - Allegro

Sonata in fa minore, K.386 - Presto

Sonata in fa minore, K.467 - Allegrissimo

Sonata in fa minore, K.239 - Allegro

Sonata in fa# minore, K.67 (trasp. a fa min.) - Allegro

Sonata in fa minore, K.69 - [ / ]

Sonata in fa minore, K.183 - Allegro

Sonata in fa minore, K.184 - Allegro

Sonata in fa minore, K.466 - Andante moderato

Sonata in fa minore, K.238 - Andante

Sonata in fa minore, K.186 - Allegro

Sonata in fa minore, K.185 - Andante

FERNANDO DE LUCA harpsichord


Issue 2013-05

Recorded in Rome: 2012 March 6-8
German harpsichord after Christian Vater (1738) - Pitch A=415Hz

Per tutti i compositori della musica "euro-colta", dunque non solo del periodo barocco e classico, è noto come "lamento", "paura", "profonda disperazione", siano alcuni tra i maggiori affetti espressi dalla tonalità di fa minore. Al tempo di Domenico Scarlatti, questo accadeva in Germania, ad esempio con il musicista e critico tedesco, Johann Mattheson, che nel suo trattato del 1713 Das neu-eröffnete Orchestre non mancò di ribadire il concetto; ed anche in Francia, lo stesso fu con Charpentier e successivamente Rameau, mentre in Italia basterebbe considerare alcune grandi composizioni, tutte accomunate dalla stessa natura: lo Stabat Mater, preghiera totalmente incentrata sul dolore, messa in musica prima da Antonio Vivaldi, poi da Giovanni Battista Pergolesi ed infine da Luigi Boccherini. Non è certo un dato casuale che tutti e tre abbiano scelto questa stessa tonalità, talvolta affiancata dal do minore (che Charpentier similmente, definiva triste ed oscura). La presente selezione di dodici sonate scarlattiane in fa minore, di cui l'Allegro K.67 è, per la precisione, una mia trasposizione dall'originario fa diesis minore, vuole essere un pretesto per offrire una lettura del grande napoletano, che abbia carattere sì uniforme dal punto di vista tonale e retorico, sebbene multiforme nelle sue infinite sfaccettature.

Fernando De Luca, Cagliari 6 maggio 2013

nello sfondo: Guido Reni, Gesù Cristo Crocifisso, la Vergine Addolorata, Santa Maria Maddalena e San Giovanni (c.1617; particolare; Bologna - Pinacoteca nazionale)

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